ISA 540 – riflessioni sul sistema informativo aziendale relativo alle stime contabili

di Andrea Sergiacomo - - Commenta

Nel precedente articolo dedicato al principio contabile ISA 540, abbiamo affrontato il tema delle stime contabili dal punto di vista del revisore, proviamo, ad analizzare il problema ponendo la nostra lente di ingrandimento sul sistema informativo aziendale.

In tal senso corre l’obbligo precisare che più dettagliato è il sistema informativo aziendale e meno dovrebbero essere le possibilità di errore, o quantomeno, si dovrebbe ridurre il rischio che le stime sia state alterate da fattori endogeni o esogeni tali che l’impresa non ne abbia potuto tener conto.

Gli aspetti che il revisore può considerare al fine di comprendere come la direzione abbia identificato e fronteggi la possibilità di errori dovuti a ingerenze da parte della direzione o a frode nell’effettuazione delle stime contabili, includono se e in che modo la direzione:

  • presti particolare attenzione alla scelta o all’applicazione dei metodi, delle assunzioni e dei dati utilizzati nell’effettuazione delle stime contabili;
  • monitori gli indicatori chiave di performance che possono indicare una performance inattesa o incoerente rispetto alla performance storica o prevista nel budget ovvero rispetto ad altri fattori noti;
  • identifichi incentivi finanziari o di altro tipo che possono essere motivo di ingerenze;
  • monitori l’esigenza di cambiamenti nei metodi, nelle assunzioni significative o nei dati utilizzati nell’effettuazione delle stime contabili;
  • preveda una supervisione e un riesame appropriati dei modelli utilizzati nell’effettuazione delle stime contabili;
  • richieda di documentare le motivazioni delle valutazioni significative formulate nell’effettuazione delle stime contabili, ovvero di svolgere un riesame indipendente di tali valutazioni.

Possiamo di fatto asserire che il compito della direzione sia quello di avvalersi di un sistema tale che consenta risposte valida ai cambiamenti che possono interessare il sistema impresa.

Nell’acquisire una comprensione delle modalità con cui la direzione sceglie i dati su cui si basano le stime contabili, il revisore può considerare aspetti quali, ad esempio:

  • la natura e la fonte dei dati, incluse le informazioni acquisite da una fonte esterna di informazioni;
  • il modo in cui la direzione valuta se i dati sono appropriati;
  • l’accuratezza e la completezza dei dati;
  • la coerenza dei dati utilizzati con quelli utilizzati nei periodi amministrativi precedenti;
  • la complessità dei sistemi informativi utilizzata per acquisire ed elaborare i dati, inclusa la gestione di grandi volumi di dati;
  • il modo in cui i dati sono acquisiti, trasmessi ed elaborati e come viene mantenuta la loro integrità

Supponiamo che la direzione aziendale utilizzi un sofisticato sistema informativo interno al fine di effettuare una stima contabile, a tal riguardo nel nostro controllo in qualità di revisori dovremmo controllare il relativo sistema IT, per verificare se le stime effettuate dallo stesso siano o meno attendibili.

I controlli che andremo ad effettuare devono fronteggiare:

  • al fatto se il sistema informativo abbia la capacità e sia configurato in modo appropriato per elaborare grandi volumi di dati;
  • a calcoli complessi nell’applicazione di un metodo. Qualora per elaborare operazioni complesse siano necessari sistemi diversi, sono effettuate regolari riconciliazioni tra i sistemi, in particolare quando i sistemi non hanno interfacce automatizzate o possono essere soggetti a interventi manuali;
  • al fatto se la configurazione e la calibrazione dei modelli sia valutata periodicamente;
  • alla completa e accurata estrazione dei dati relativi alle stime contabili dalle registrazioni dell’impresa o da fonti esterne di informazioni;
  • ai dati, incluso il flusso completo e accurato di dati attraverso il sistema informativo dell’impresa, l’appropriatezza di eventuali modifiche ai dati utilizzati nell’effettuazione delle stime contabili, il mantenimento dell’integrità e della sicurezza dei dati;
  • ai rischi relativi all’elaborazione o alla registrazione dei dati, quando si utilizzano fonti esterne di informazioni;
  • al fatto se la direzione abbia controlli sull’accesso, sulla modifica e sul mantenimento dei singoli modelli al fine di mantenere una solida traccia di riferimento per la revisione delle versioni accreditate dei modelli e per prevenire l’accesso o le modifiche non autorizzati a tali modelli;
  • al fatto se vi siano controlli appropriati sul trasferimento delle informazioni relative alle stime contabili nella contabilità generale, inclusi controlli appropriati sulle scritture contabili.

Proprio questo ultimo punto merita particolare attenzione, infatti, non sempre i software interni si parlano con i software della contabilità, ovvero, si potrebbero riscontrare delle anomalie dovute al passaggio dei dati.

Autore dell'articolo
mm

Andrea Sergiacomo

Andrea Sergiacomo, Dottore Commercialista e Revisore legale dei conti. Abilitato alla professione di Mediatore civile . Componente della Commissione Cooperative Odcec di Roma . Componente della Commissione diritto societario Odcec di Tivoli. Autore di diverse pubblicazioni per riviste specializzate ed esperto in operazioni di riorganizzazione aziendale. Relatore in convegni in materia di contabilità e bilancio di esercizio, con particolare riguardo alle operazioni straordinarie. E’ stato docente di economia aziendale presso istituti tecnici. Ha frequentato corsi di specializzazione in diritto fallimentare ed il corso avanzato sui principi contabili internazionali presso l’Università di Tor Vergata. Svolge attività professionale nel proprio studio di Roma dove fornisce consulenza in diritto societario, diritto fallimentare e pianificazione fiscale con particolare attenzione alla crisi di impresa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dodici − 8 =