L’analisi comparativa nelle procedure di revisione

di Roberto Ercoli - - Commenta

L’ISA Italia 330 richiede che il revisore determini le risposte generali di revisione per fronteggiare i rischi di errori significativi identificati e definisca le procedure di revisione in risposta ai rischi identificati a livello di bilancio nel suo complesso e a livello di singola asserzione.

Test di controllo e test di sostanza

Esistono due principali categorie di test di revisione, i test di controllo e i test di sostanza. In particolare questi ultimi, chiamati anche procedure di validità, sono procedure di revisione la cui natura, tempistica ed estensione è stabilita in funzione dei rischi identificati e valutati di errori significativi a livello di asserzioni di bilancio. I principali test di sostanza sono rappresentati dalle procedure di analisi comparativa e dai test di sostanza sui saldi di bilancio.

Analisi comparativa e Principio ISA 520

L’analisi comparativa è una delle colonne portanti della revisione contabile e ad essa è interamente dedicato il principio di revisione internazionale ISA n. 520 e sono effettuati numerosi richiami nei documenti ISA n. 315 e ISA n. 330.

Ai fini dei principi di revisione, con il termine “procedure di analisi comparativa” si intendono le valutazioni dell’informazione finanziaria mediante analisi di relazioni plausibili tra i dati sia di natura finanziaria che di altra natura, quali ad esempio:

  • Le informazioni comparabili relative a periodi amministrativi precedenti;
  • I risultati che l’impresa prevede di raggiungere, quali budget o previsioni (forecast), o aspettative del revisore
  • Informazioni del settore di appartenenza in cui opera l’impresa (benchmarking)

Le procedure di analisi comparativa comprendono anche l’indagine, per quanto ritenuta necessaria, sulle fluttuazioni o sulle relazioni identificate che non sono coerenti con altre informazioni pertinenti o che differiscono dai valori attesi per un importo significativo. Infatti, tali procedure comprendono la considerazione di relazioni quali:

  • quelle esistenti tra elementi dell’informazione finanziaria che ci si attende seguano un andamento prevedibile in base all’esperienza dell’impresa, quali, ad esempio, le percentuali di margine lordo;
  • quelle esistenti tra informazioni finanziarie e informazioni pertinenti di altra natura, quali, ad esempio, il rapporto tra costo complessivo delle retribuzioni e numero dei dipendenti.

L’analisi comparativa può essere definita come l’analisi degli indici e dell’andamento dei dati finanziari, patrimoniali ed economici significativi dell’impresa sottoposta a revisione, accompagnata dallo studio delle fluttuazioni e delle incoerenze dei dati consuntivi rispetto ad altri dati o informazioni rilevanti e degli scostamenti rispetto ai valori previsti.

Le procedure di analisi comparativa

In generale le procedure di analisi comparativa comprendono una serie di attività quali:

  1. analizzare la relazione esistente tra differenti valori finanziari: un esempio è l’individuazione di un nesso tra le vendite ed il costo del venduto, tra il costo delle retribuzioni e gli oneri sociali;
  2. mettere a confronto le informazioni finanziarie dei periodi più recenti con quelle di periodi remoti tenendo conto dei cambiamenti di cui si ha notizia. Questa è la procedura di analisi comparativa più utilizzata;
  3. mettere a confronto i dati consuntivi con quelli previsionali (ad esempio quelli stabiliti ed approvati nel budget annuale, nei piani triennali) al fine di comprendere l’andamento prevedibile in base all’esperienza ed alle conoscenze acquisite;
  4. confrontare i dati economico-finanziari relativi all’impresa cliente ed i corrispondenti dati settoriali;
  5. individuare le relazioni esistenti tra dati economico – finanziari e dati di diversa natura. Queste informazioni possono riguardare il numero di dipendenti, dati sulle produzioni (ore lavorate, distinte di produzione), dati sulle vendite.

Finalità delle procedure di analisi comparativa

Le procedure di analisi comparativa sono utilizzate dal revisore essenzialmente per 3 differenti finalità:

  1. assistere il revisore nella conoscenza dell’impresa e nella pianificazione della natura, dei tempi e dell’ampiezza delle altre procedure di revisione;
  2. come test di sostanza per ottenere evidenza con riguardo a particolari asserzioni relative a saldi di bilancio o operazioni e contribuire a ridurre il rischio che non siano rilevati eventuali errori significativi nelle specifiche asserzioni di bilancio, qualora tali procedure siano utilizzate, in aggiunta ad altre, quali procedure di validità;
  3. come controllo generale delle informazioni economico-finanziarie nella fase finale del lavoro di revisione (fase di final).

Il fine ultimo di queste analisi è la comprensione dell’andamento patrimoniale, reddituale e finanziario della società e l’individuazione di situazioni anomale o aree critiche, che necessitano di ulteriori e particolareggiate verifiche, per giungere alla verifica della correttezza del bilancio.

Si tratta di procedure che possono essere applicate ai bilanci consolidati di gruppo, ai bilanci delle varie componenti (quali le controllate, le divisioni ed i settori) e ai singoli dati finanziari, patrimoniali ed economici.

A livello operativo, le procedure di analisi comparativa possono raggrupparsi in alcune macro categorie.

  • analisi di tendenza («trend analysis»),
  • analisi del punto di pareggio («break-even analysis»),
  • modelli di analisi («pattern analysis»),
  • analisi di regressione («regression analysis»).

Il revisore decide quali tipologia di analisi effettuare e i diversi modelli da utilizzare a seconda dell’approccio scelto e secondo il livello di complessità dell’oggetto della revisione

Le procedure di analisi comparativa («Analytical Review Procedures») vengono utilizzate nel processo di revisione in tre fasi del lavoro (ISA 330-par. A5):

  • nella fase di pianificazione del lavoro per valutare il rischio;
  • durante lo svolgimento del lavoro, come procedure di validità;
  • nella fase di completamento della revisione per la verifica del lavoro svolto.

Nella fase di pianificazione le procedure di analisi comparativa sono utilizzate come strumento per approfondire la conoscenza del cliente, del contesto e come strumento per identificare le aree di rischio potenziali (ISA 315 rif parr A7-A10). Tali procedure possono mettere in evidenza aspetti dell’attività della società dei quali il revisore non era a conoscenza e che possono quindi contribuire alla definizione della natura, della tempistica e dell’ampiezza di altre procedure di revisione. In questa fase generalmente le procedure di analisi comparativa riguardano dati aggregati a un livello elevato. Si parla, in queste circostanze, di analisi comparativa preliminare, in quanto è utile ad identificare l’esistenza di operazioni o fatti inusuali, indici e andamenti che potrebbero segnalare aspetti rilevanti ai fini della revisione e sono utili al revisore per definire i seguenti adempimenti:

  • definire la strategia di revisione;
  • predisposizione dei programmi di lavoro;

Le procedure di analisi comparativa possono essere svolte durante lo svolgimento dell’incarico di revisione (sia interim che final). In questo caso le procedure di analisi comparativa vengono annoverate fra le “procedure di validità” (ISA 330 e ISA 520), ovvero fra quelle volte ad individuare errori significativi a livello di asserzioni ossia di saldi contabili, classi di operazioni o voci di bilancio.

ISA Italia 520 e analisi comparativa

L’ISA Italia 520 par. 5 fissa le regole in base alle quali il revisore deve utilizzare le procedure di analisi comparativa come procedure di validità singolarmente o in combinazione con le verifiche di dettaglio (in conformità al principio di revisione internazionale ISA Italia n. 330 par. 18). In particolare il revisore deve procedere a:

  • stabilire l’idoneità di tali procedure: L’impiego di procedure di analisi comparativa pianificate si basa sull’aspettativa che tra i dati esistano relazioni, e che queste continuino a sussistere in assenza di condizioni note che facciano supporre il contrario. La determinazione dell’idoneità è influenzata dalla natura dell’asserzione e alla valutazione da parte del revisore del rischio di errori significativi. Le procedure di analisi comparativa utilizzate come procedure di validità sono generalmente più adatte a grandi volumi di operazioni che tendono ad essere prevedibili nel tempo (ISA 520 par. A6 e par. A7);
  • valutare l’attendibilità dei dati utilizzati: L’impiego di procedure di analisi comparativa pianificate si basa su dati sufficientemente attendibili per le finalità della revisione. L’attendibilità dei dati è influenzata innanzitutto dalla fonte degli stessi (per esempio, le informazioni possono essere più attendibili se sono acquisite da fonti indipendenti esterne all’impresa), poi dal loro livello di comparabilità, dalla loro natura e pertinenza e dal sistema di controllo interno sulla loro predisposizione (completezza, accuratezza e validità dei dati). Il revisore può considerare di verificare l’efficacia operativa degli eventuali controlli sulla predisposizione da parte dell’impresa delle informazioni utilizzate dal revisore per lo svolgimento di procedure di analisi comparativa in risposta ai rischi identificati e valutati
  • sviluppare un’aspettativa sufficientemente precisa: La precisione delle previsioni è funzione del livello accettabile del rischio di non individuare un errore che possa contribuire a rendere il bilancio significativamente errato. Contribuiscono a valutare la precisione dell’aspettativa il grado di accuratezza con il quale possono essere previsti i risultati attesi, il livello di disaggregazione e dettaglio delle informazioni, la disponibilità delle informazioni sia finanziarie che di altra natura.
  • Stabilire l’ammontare ritenuto accettabile degli scostamenti: La determinazione da parte del revisore dell’ammontare dello scostamento rispetto a quanto atteso che può essere accettato senza lo svolgimento di ulteriori indagini dipende dalla significatività e dalla coerenza con il livello di sicurezza desiderato, tenendo conto della possibilità che un errore, singolarmente o insieme ad altri errori, possa rendere il bilancio significativamente errato (ISA 330 par. 18; par. A19). In presenza di scostamenti rispetto al risultato atteso, il revisore deve definire un perimetro di tolleranza all’interno del quale non ritiene opportuno dover procedere con ulteriori verifiche. Qualora si verifichino scostamenti significativi rispetto ai risultati attesi, oppure fluttuazioni o relazioni incoerenti rispetto ad altre informazioni pertinenti, il revisore è tenuto ad approfondire tali anomalie attraverso indagini presso la direzione e/o ulteriori procedure di revisione

Lo scopo principale delle procedure di analisi comparativa in tale fase non è l’identificazione di eventuali errori, ma l’ottenimento di elementi probativi pertinenti e attendibili e la possibile riduzione dell’estensione dei test di dettaglio. Ad esempio, qualora un rischio identificato e valutato sia più basso in ragione delle particolari caratteristiche di una classe di operazioni indipendentemente dalla considerazione dei relativi controlli, il revisore può stabilire che le procedure di analisi comparativa utilizzate come procedure di validità da sole forniscano elementi probativi sufficienti e appropriati. Nella prassi operativa, l’analisi comparativa e le verifiche di dettaglio sono generalmente utilizzate in modo complementare. Il revisore è solito eseguire alcune verifiche preliminari di coerenza al fine di identificare le aree di bilancio nelle quali potrebbero annidarsi gli errori. In seguito, effettua specifiche verifiche di dettaglio nelle aree di bilancio identificate “a rischio”. Le procedure di analisi comparativa utilizzate come procedure di validità sono generalmente più adatte a grandi volumi di operazioni che tendono ad essere prevedibili nel tempo e risultano particolarmente indicate con riguardo al conseguimento della verifica delle asserzioni dell’esistenza e della completezza.

La decisione in merito a quali procedure di revisione svolgere, inclusa quella se avvalersi di procedure di analisi comparativa, è basata sul giudizio professionale del revisore in merito all’efficacia e all’efficienza attesa delle procedure di revisione utilizzabili al fine di ridurre il rischio di revisione a livello di asserzioni ad un livello accettabilmente basso (ISA 520 par. A4).

Se le procedure di analisi comparativa identificano risultati che si discostano dai valori attesi per un ammontare significativo ovvero andamenti che non sono coerenti con le altre informazioni a disposizione del revisore, è necessario indagare sulle ragioni di tali differenze, attraverso:

  • la formulazione di ulteriori richieste di informazioni e di chiarimenti alla Direzione;
  • l’acquisizione di elementi probativi a supporto delle indicazioni fornite dalla Direzione;
  • lo svolgimento di altre procedure di revisione ritenute idonee nella fattispecie.

Le procedure di analisi comparativa possono essere svolte, infine, nella fase di completamento della revisione dirette ad aiutare il revisore a formare il proprio giudizio finale[1], ovvero aiutare il revisore a trarre conclusioni ragionevoli su cui basare il proprio giudizio, garantendo che le stesse siano coerenti con le conclusioni formatesi nel corso della revisione di singole componenti o di singoli elementi del bilancio[2] (coerenza complessiva del giudizio con le conclusioni delle procedure di revisione svolte). Con lo svolgimento di tali attività si raggiungono le seguenti finalità:

  1. comprendere se possono esistere degli errori nella redazione del bilancio non identificati durante lo svolgimento delle procedure di revisione. risultati delle procedure di analisi comparativa finali possono identificare un rischio di errore significativo non identificato in precedenza (ISA 520 par. A18). In tali circostanze, il principio di revisione internazionale (ISA Italia) n. 315 richiede al revisore di riconsiderare la propria valutazione dei rischi di errori significativi e di modificare di conseguenza le procedure di revisione pianificate in risposta ai rischi identificati e valutati
  2. avere una conferma alle conclusioni emerse dallo svolgimento della revisione sulle singole voci di bilancio, contribuendo alla formazione di un giudizio complessivo circa l’attendibilità del medesimo;
  3. identificare le aree che necessitano dello svolgimento di ulteriori indagini.

Al fine di raggiungere le finalità indicate in precedenza il revisore deve la revisione procedere alla verifica della congruità dei contenuti del bilancio di verifica, e del bilancio civilistico (compreso nota integrativa e relazione sulla gestione), in modo da poter giudicare l’adeguatezza dell’evidenza raccolta a supporto di qualsiasi saldo inusuale o inaspettato analizzato durante il lavoro e determinare se esistono saldi o relazioni inusuali inaspettati non analizzati. Nel primo caso ogni differenza tra i valori di bilancio e quelli previsti dal revisore deve essere supportata da adeguata evidenza, mentre nel secondo caso il revisore deve effettuare altri test di dettaglio per acquisire elementi probativi idonei.

L’ampiezza e la qualità dell’analisi comparativa finale può dipendere dai seguenti fattori:

  • ampiezza del team di revisione;
  • complessità del bilancio e relativa informativa ai terzi;
  • lasso temporale tra la data di riferimento del bilancio e la data di conclusione dell’incarico di revisione;
  • incidenza nelle conclusioni del revisore degli aspetti afferenti la continuità aziendale (ISA 570) e gli eventi successivi (ISA 560)

In conclusione è indispensabile che il revisore identifichi adeguatamente le procedure di analisi comparativa da utilizzare, in quanto tali procedure rappresentano un processo continuo e interattivo che inizia dalla pianificazione dell’incarico e prosegue per tutto il suo svolgimento fino alla conclusione che se ben definito ed eseguito permettono al revisore di raggiungere gli obiettivi di audit in modo molto più efficace ed efficiente, riducendo o sostituendo altri test di verifica dettagliati. La loro efficacia è direttamente correlata al grado di comprensione da parte del revisore dell’impresa cliente (compreso i cambiamenti avvenuti al suo interno) e dell’ambiente in cui essa opera, fattori che incidono precisione delle aspettative sviluppate dal revisore circa la pianificazione ed esecuzione delle procedure di analisi comparativa. Il revisore viene quindi chiamato, attraverso l’esercizio del proprio giudizio professionale, a disegnare procedure di analisi comparativa adeguate all’incarico specifico.

Le Analytical Procedures sono anche comunemente utilizzate in incarichi non di audit e assurance, quali revisioni di informazioni finanziarie prospettiche e non-audit reviews di informazioni finanziarie storiche. Per quanto riguarda l’utilizzo delle procedure analitiche in tali incarichi, non vi è alcuna argomentazione nei principi internazionali ISA.


[1] Isa 520, paragrafo 6: “Il revisore deve definire e svolgere procedure di analisi comparativa in prossimità del completamento della revisione contabile che lo aiutino nella formazione di una conclusione complessiva in merito al fatto se il bilancio sia coerente con la propria comprensione dell’impresa”. Isa 520, paragrafo 17: “Le conclusioni tratte dai risultati delle procedure di analisi comparativa definite e svolte servono a supportare le conclusioni formatesi nel corso della revisione di singole componenti o di singoli elementi del bilancio. Ciò aiuta il revisore a trarre conclusioni ragionevoli su cui basare il proprio giudizio

[2] Immaginando che, per lo svolgimento delle diverse procedure pianificate, il soggetto incaricato della revisione, chiamato a rilasciare il proprio giudizio professionale con la firma della relazione di revisione, si sia avvalso di un team di revisione, risulta fondamentale, prevedere in prossimità del completamento dell’incarico ulteriori procedure di analisi e di sintesi, che possano garantire coerenza tra il giudizio finale e le conclusioni relative alle singole aree di bilancio rilasciate dagli appartenenti al team che hanno operativamente svolto le procedure di revisione alla base di tali conclusioni.

Autore dell'articolo
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Roberto Ercoli

Dottore in Economia Aziendale – Esperienza decennale nella revisione legale svolta presso primarie società internazionali del settore. Esperto di tematiche di Audit & Assurance con specializzazioni per le aziende operanti in settori industriali e aziende appartenenti al settore pubblico.

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