Lo IAS 20 e la contabilizzazione dei contributi pubblici

di Antonella Quindici - - Commenta

Nell’ambito dei Principi Contabili Internazionali lo IAS 20 tratta della rilevazione dei contributi pubblici, intendendo per tali quei contributi che comportano un trasferimento di risorse ad un’entità a patto che quest’ultima abbia rispettato, o si impegni a rispettare, determinate condizioni stabilite in merito alle sue attività operative.

Sono escluse dall’applicazione dello IAS 20 tutte quelle forme di assistenza pubblica alle quali non può essere associato un valore calcolato ragionevolmente, nonché le operazioni con gli enti pubblici che non possono essere distinte dalle normali attività commerciali dell’entità.

I contributi pubblici possono essere in conto capitale o in conto esercizio. I primi sono costituiti da quei contributi pubblici per ottenere i quali è indispensabile acquistare o costruire attività immobilizzate, fattispecie che non è richiesta per i contributi in conto esercizio.

Secondo lo IAS 20 un contributo pubblico non deve essere rilevato finché non esista una ragionevole certezza che:

  • l’entità a cui spetta assolverà a tutte le condizioni previste;
  • il contributo sarà ricevuto.

Si precisa che la stessa riscossione di un contributo non fornisce da sola la prova definitiva che le condizioni da rispettare per la sua ricezione siano state o saranno rispettate.

IAS 20 e modalità di erogazione dei contributi

È bene sottolineare che il modo in cui un contributo è erogato assolutamente non influisce sul metodo contabile da utilizzare per la rilevazione. In altri termini , un contributo si deve contabilizzare con la stessa modalità, sia che venga ricevuto sotto forma di disponibilità liquide sia che si configuri come la riduzione di una passività nei confronti di un ente pubblico.

È trattato come contributo pubblico anche il beneficio di un prestito pubblico scaturente dal fatto che è stato erogato ad un tasso d’interesse inferiore a quello di mercato. Ovviamente il prestito deve essere rilevato e valutato conformemente all’IFRS 9 – Strumenti finanziari – e il beneficio legato all’applicazione di un tasso d’interesse inferiore a quello di mercato va valutato come la differenza tra il valore contabile iniziale del prestito determinato conformemente all’IFRS 9 e i corrispettivi ricevuti.

Lo IAS 20 precisa che un contributo pubblico che venga riscosso a fronte di costi o perdite già sostenuti oppure che sia erogato al fine di dare un supporto finanziario immediato all’entità senza correlati costi futuri, deve essere rilevato nel prospetto dell’utile (perdita) dell’esercizio in cui diventa esigibile.

Un contributo pubblico può consistere in un trasferimento di attività non monetarie, come terreni, fabbricati o altre risorse, affinché vengano utilizzati dal beneficiario. In tal caso, solitamente, si rileva il fair value dell’attività non monetaria e si registra sia il contributo sia il bene a quel fair value che è stato determinato. Un modo alternativo che è comunque accettato dai Principi Contabili Internazionali è quello di rilevare sia il contributo sia il bene ad un valore simbolico.

IAS 20 sulla contabilizzazione dei contributi

Riguardo alla contabilizzazione, lo IAS 20 precisa che i contributi pubblici in conto capitale, inclusi i contributi non monetari valutati al fair value, vanno rilevati come ricavo differito o come posta rettificativa del valore contabile del bene.

  1. Il primo metodo rileva il contributo come ricavo differito che viene ad essere registrato con un criterio sistematico nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio durante la vita utile del bene.
  2. L’altro metodo, invece, detrae il contributo nel calcolo del valore contabile del bene. Il contributo di fatto viene ad essere rilevato nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio durante la vita del bene ammortizzabile sotto forma di riduzione del costo dell’ammortamento.

I contributi in conto esercizio sono rilevati come componenti dell’utile (perdita) d’esercizio, separatamente oppure all’interno di una voce generica quale ‘Altri proventi’. In alternativa vengono dedotti dal costo correlato.

Un contributo pubblico che diventa rimborsabile va rilevato come un cambiamento di una stima contabile in ottemperanza a quanto previsto dallo IAS 8 Principi contabili, Cambiamenti nelle stime contabili ed Errori. Occorre ovviamente operare una distinzione tra contributo in conto esercizio e contributo in conto capitale.

La restituzione di un contributo pubblico in conto esercizio va attribuita all’eventuale ricavo differito rilevato in relazione al contributo e che ancora residua. La parte della restituzione che eccede il ricavo differito residuo o l’intero ammontare della restituzione nel caso in cui non ci siano ricavi differiti, va immediatamente imputata nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio.

La restituzione di un contributo in conto capitale va registrata aumentando il valore contabile del bene o riducendo il saldo dei ricavi differiti dell’ammontare da restituire. E’ bene precisare che l’ammortamento complessivo ulteriore che, nel caso in cui il contributo non fosse stato ottenuto sarebbe stato contabilizzato fino a quel momento, deve essere imputato immediatamente nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio.

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Autore dell'articolo
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Antonella Quindici

Laureata con lode in Economia e Commercio. Ha conseguito un Master in Amministrazione, Finanza e Controllo. E’ Dottore Commercialista e Revisore Legale. E’ stata cultore della materia per l’insegnamento “Principi Contabili Internazionali e Bilancio Consolidato” presso l’Università Parthenope di Napoli. Lavora da circa venti anni nell’Amministrazione di Enel e attualmente riveste il ruolo di Responsabile di Bilancio di una delle più importanti società di tale Gruppo.

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