ANTONELLA QUINDICI

La rilevazione dei contract costs secondo l’Ifrs 15

di Antonella Quindici - - Commenta

L’IFRS 15 disciplina i ricavi provenienti dai contratti stipulati con i clienti ed è applicato dai soggetti che redigono i bilanci secondo i principi contabili internazionali a partire dall’esercizio in corso al 1° gennaio 2018. Tale Principio tra le altre cose disciplina anche i cosiddetti contract costs ossia i costi incrementali sostenuti per l’ottenimento del contratto attivo e che vanno capitalizzati nel caso in cui si preveda di recuperarli.

Costi incrementali e costi di esercizio

Per costi incrementali si intendono quei costi che l’entità sostiene per arrivare a stipulare il contratto con il cliente e che non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. Ne è un chiaro esempio la commissione di vendita che viene corrisposta ad un agente.

Viceversa i costi per l’ottenimento del contratto che comunque sarebbero stati sostenuti indipendentemente dalla stipula devono essere rilevati come costo nell’esercizio in cui sono sostenuti a meno che non siano addebitabili al cliente anche nel caso in cui non si arrivi al contratto.

Il fornitore deve inoltre capitalizzare i costi sostenuti per l’adempimento del contratto soltanto se sono direttamente correlati al contratto stesso, se sono recuperabili e se gli consentono di disporre di nuove o maggiori risorse per adempiere alle obbligazioni in futuro. Esempi di tali costi sono quelli sostenuti per la manodopera e le materie prime dirette, le assicurazioni e l’ammortamento degli strumenti utilizzati e in generale tutti i costi direttamente correlati al contratto o addebitabili al cliente.

Invece vanno rilevati come costi d’esercizio:

  • i costi generali e amministrativi,
  • i costi sostenuti a fronte di perdite di materiale, di ore di lavoro o di altre risorse utilizzate per l’esecuzione del contratto che non erano incluse nel prezzo del contratto e in generale
  • i costi per i quali il fornitore non è in grado di stabilire se sono stati sostenuti per il contratto.

I costi capitalizzati vanno ammortizzati sistematicamente in corrispondenza del trasferimento al cliente dei beni o servizi ai quali l’attività si riferisce. Qualora intervengano delle modifiche nei tempi di trasferimento va conseguentemente aggiornato anche l’ammortamento e tale variazione deve essere contabilizzata come modifica della stima contabile secondo quanto previsto dallo IAS 8 – Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori.

Come espediente pratico il Principio IFRS 15 consente di rilevare i costi incrementali per l’ottenimento del contratto come costo d’esercizio nel momento in cui sono sostenuti qualora non superi l’anno il periodo di ammortamento dell’attività che la società avrebbe rilevato.

Inoltre occorre rilevare una perdita per riduzione di valore nel caso in cui il valore contabile dell’attività rilevata a fronte dei Contract Costs superi l’importo residuo del corrispettivo che la società si aspetta di ricevere in cambio dei beni o servizi contrattualizzati meno i costi direttamente connessi alla fornitura dei beni o servizi.

Nel caso in cui le circostanze che hanno dato luogo alla riduzione di valore vengano meno in tutto o in parte, occorre registrare lo storno totale o parziale della perdita per riduzione di valore rilevata precedentemente. L’IFRS 15 precisa che il valore contabile dell’attività così aumentato a seguito del ripristino di valore parziale o totale non deve superare l’importo che sarebbe stato determinato, al netto dell’ammortamento, se in precedenza non fosse stata rilevata alcuna perdita per riduzione di valore.

Ad ogni modo l’IFRS 15 specifica che se i costi sostenuti per l’adempimento del contratto con il cliente rientrano nell’ambito di applicazione di un altro Principio, la società deve contabilizzarli conformemente ad essi (ad esempio IAS 2 – Rimanenze come nel caso dei costi da rilevare a magazzino, IAS 16 – Immobili, impianti e macchinari o IAS 38 – Attività immateriali come nel caso dei costi da rilevare ad incremento delle immobilizzazioni materiali o immateriali detenute dall’impresa).


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Antonella Quindici

E’ Dottore Commercialista, Revisore Legale e Revisore della Sostenibilità. È iscritta all’Ordine dei Giornalisti Pubblicisti ed è autrice di numerosi articoli sui Principi Contabili Internazionali e sulle Operazioni straordinarie pubblicati su riviste specializzate. Laureata con lode in Economia e Commercio, da diversi anni è cultore della materia per gli insegnamenti universitari di “Ragioneria internazionale” e “Comunicazione societaria e operazioni straordinarie”. È membro delle Commissioni Nazionali “Bilancio e revisione”, “Sostenibilità e Business Reporting” e “Diritto della Crisi e dell'insolvenza” dell’UNGDCEC – Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Ha conseguito un Master in Amministrazione, Finanza e Controllo e da circa venticinque anni svolge la sua attività in ambito amministrativo per un primario gruppo industriale. Ha avuto modo di specializzarsi nelle tematiche di bilancio oltre che nella gestione delle operazioni straordinarie quali fusioni, scissioni e conferimenti di rami d’azienda. E’ membro di ENIA – Ente Nazionale per l’intelligenza artificiale e dell’associazione accademica SIDREA – Società italiana dei docenti di ragioneria ed economia aziendale.

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