Giulia Casadio

Le componenti del rischio di revisione

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I principi di revisione si caratterizzano per un approccio basato sulla identificazione e valutazione del rischio che il bilancio sia inficiato da errori significativi e, quindi, sulla individuazione e sullo svolgimento di procedure di revisione che siano idonee a fronteggiare tale rischio.

In termini pratici, il rischio generale di revisione consiste nella probabilità che il revisore nell’esprimere il proprio giudizio sul bilancio, possa non tenere conto di errori significativi che ne inficiano la veridicità.

In particolare, tre sono i principali aspetti da considerare: il rischio intrinseco, il rischio di controllo e il rischio di individuazione.

Il rischio intrinseco è legato all’impresa oggetto di revisione, inteso come la possibilità che un saldo di conto contabile possa non essere esatto e quindi causare, singolarmente o cumulato con altri, delle inesattezze significative nel bilancio (vedasi il nuovo ISA Italia n. 315 “ L’identificazione e la valutazione dei rischi di errori significativi mediante la comprensione dell’impresa e del contesto in cui opera”).

Diversi fattori possono influenzare il rischio intrinseco, quali la tipologia di businness (ad esempio l’esposizione al rischio di oscillazione cambio, il deterioramento della merce, le possibili fluttuazioni del mercato etc.), la soggettività o complessità della contabilizzazione di talune operazioni (ad esempio nelle imprese che lavorano su commesse ultrannuali), la necessità di effettuare delle stime  (ad esempio lo stanziamento di fondi rischi).

Il verificarsi di transazioni non usuali nonché di valutazioni di bilancio ad alta soggettività valutativa, di norma, tendono ad innalzare il rischio intrinseco. Gli errori riscontrati nel passato, inoltre, hanno un elevata probabilità di essere ripetuti; molti tipi di errore sono sistematici nella propria natura e l’organizzazione aziendale è spesso lenta nell’introdurre le modifiche necessarie ad eliminarli. Per minimizzare questa possibilità il revisore deve esaminare tutte le possibili fonti che potrebbero  determinare errori materiali. Da un punto di vista pratico la comprensione del rischio intrinseco significa porsi delle domande del tipo: cosa può andare male? Quali sono i rischi connessi al business dell’azienda? Esiste un rischio di frode?

Il rischio di controllo è costituito dalla possibilità che i sistemi contabili e di controllo interno dell’azienda (quali i sistemi informativi, le procedure organizzative intere) non riescano a prevenire o identificare tempestivamente gli errori.  Nel valutarlo il revisore dovrebbe allertarsi in presenza di particolari condizioni quali, ad esempio, la mancanza di una suddivisione dei compiti, la mancata funzionalità dei controlli, l’inadeguata struttura gerarchica. Un buon metodo per valutare l’ efficacia dei sistemi  di controllo interno è valutare che il costo di implementazione non superi il costo derivante dal rischio.

Il rischio di individuazione si sostanzia nella possibilità che le procedure di revisione non identifichino un eventuale errore o un’irregolarità rilevante. Si tratta dell’oggettiva possibilità che il revisore non riesca a cogliere l’esistenza nel bilancio di un errore significativo.  Tale fattispecie, di natura organizzativa piuttosto che tecnica, potrebbe generarsi  a seguito di un esame solo parziale degli elementi probativi disponibili, nonché per effetto di eventuali carenze nell’esecuzione delle procedure di revisione o nella valutazione dei risultati ottenuti.  L’esperienza e la conoscenza che derivano dallo svolgimento delle procedure di revisione potrebbero, inoltre, modificare la soglia del rischio. Il revisore dovrà  dunque pianificare l’estensione delle proprie procedure di revisione dopo aver valutato in modo adeguato il rischio di errore significativo a livello di ciascuna asserzione di bilancio.

 La conoscenza del rischio risulta pertanto fondamentale per programmare la strategia generale di revisione e del piano di lavoro di dettaglio (ISA Italia n. 330 “Le risposte del revisore ai rischi identificati e valutati”) .  Maggiore è il rischio che il bilancio contenga un errore significativo tanto maggiore sarà il numero di procedure di revisione da svolgere per ottenere un’adeguata evidenza ed una efficacia probativa.

L’attenzione preliminare verso le caratteristiche dell’azienda oggetto di incarico potrebbe sembrare una valutazione collaterale ma in realtà si dimostra indispensabile per l’attività di revisione. Il metodo equivale le conoscenze e non bisogna cadere nella normale curva di gestione del rischio che tende alla gaussiana. Il metodo deve contrastare il livello di familiarità che spesso porta l’esperienza a non mantenere una elevata soglia di attenzione.


Autore dell'articolo
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Giulia Casadio

Laureata in Economia e Commercio nel 2002, consegue abilitazione come Dottore Commercialista e Revisore Contabile. Dal 2003 ricopre ruolo di consulente fiscale presso società di consulenza e, al contempo, incarichi come membro di collegio sindacale e/o revisore legale. Dal 2018 collabora con importante studio di commercialisti di Ravenna e dal 2019 è socio fondatore della società di revisione Epta srl.

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