L’indipendenza del revisore negli EIP

di Virginia Tosi - - Commenta

Il revisore degli Enti di interesse pubblico (EIP), come quello delle società, deve possedere il requisito di indipendenza, oltre agli altri richiesti dalla deontologia professionale. Il tema è oggetto di analisi da parte del recente documento Assirevi n. 186 (Ottobre 2014). Quest’ultimo affronta tale argomento, attraverso un’esame e delle riflessioni a partire dai principi contabili nazionali ed internazionali, dal Code of Ethics e, in particolare dalle comunicazioni nn. 23665 e n. 57066 della Consob. Vengono messe in luce la regolamentazione e le esigenze strettamente connesse al principio di indipendenza. Sono, in particolare, individuate le misure di salvaguardia necessarie per ridurre ad un livello accettabile il rischio di familiarità che può compromettere l’indipendenza del revisore di un EIP. Il documento Assirevi presenta anche due formule che illustrano la comunicazione sulle misure di salvaguardia da inviare alla Consob e la lettera con cui si trasmettere quest’ultima all’organo di controllo e al Cda dell’ente oggetto di revisione. Il tema sarà oggetto di approfondimento nella prossima circolare del revisore.

Autore dell'articolo

Virginia Tosi

Dottore Commercialista in Fermo, è autrice di pubblicazioni e scrive su riviste specializzate su temi societari, aziendali, fiscali, revisione legale, non profit, cooperazione, operazioni straordinarie.

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