La formazione continua dei revisori legali

di Umberto Montesano CommentaIn Articoli e Approfondimenti, Revisione Legale News

Gli obblighi formativi del revisore dal 1° gennaio 2017

Il Dipartimento della Ragioneria Generale della Stato del MEF ha pubblicato il 6 luglio 2017 la circolare n. 26 riguardante le istruzioni in materia di formazione dei revisori legali iscritti al registro.

L’art. 5 del D. Lgs. 39/2010, come modificato dal D. Lgs. 135/2016, prevede in capo a tutte le persone fisiche iscritte al registro l’obbligo, dal 1° gennaio 2017, di prendere parte a programmi di aggiornamento professionale, in un periodo temporale triennale.

Il revisore legale, quindi, durante tale periodo, deve conseguire almeno 60 crediti formativi, con almeno 20 crediti per anno. Per il raggiungimento dei crediti annuali, di essi almeno 10 dei 20 devono riguardare materie caratterizzanti la revisione legale. Il revisore ha la possibilità di conseguire i crediti formativi secondo diverse modalità, tuttavia l’offerta formativa da lui scelta deve essere sempre conforme ai programmi del MEF.

Per quanto concerne le modalità della formazione, essa può essere svolta sia con programmi a distanza del MEF, sia partecipando a corsi a distanza o in aula organizzati da enti (pubblici o privati) o da società accreditati dal MEF. Questi ultimi soggetti che erogano la formazione devono essere accreditati al MEF, cioè presentano una istanza di accreditamento con la quale dichiarano varie informazioni personali (numero di dipendenti, comprovata esperienza nella formazione, impiego di docenti esperti, organizzazione ispirata a criteri di economicità).

I soggetti accreditati comunicano, entro la fine di marzo di ogni anno successivo a quello di maturazione dei crediti, il nominativo di ogni partecipante e l’assolvimento degli obblighi formativi al registro.

La formazione ai revisori può essere erogata anche dagli ordini professionali a favore dei propri iscritti. Tali ordini o albi non hanno nessun obbligo di comunicazione preventiva ai fini del riconoscimento. Un esonero dall’obbligo formativo è previsto per i revisori legali sospesi dal registro, durante tutto il periodo di sospensione.

Piuttosto rigida è stata la circolare sugli eventuali esoneri formativi. Infatti, sono tenuti a rispettare gli obblighi di formazione previsti dal D. Lgs. 39/2010 i professionisti iscritti al registro che sono però esonerati dall’obbligo di formazione previsto dal relativo albo di appartenenza, nel caso di superamento del limite stabilito d’età. Inoltre, la circolare ha previsto che i revisori iscritti al registro in corso d’anno (2017), avranno l’obbligo di formazione a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo alla data di pubblicazione del provvedimento di iscrizione in G.U..

La circolare fornisce, infine, un’ulteriore importante precisazione: il revisore non potrà partecipare allo stesso corso per due o più volte, come pure è impossibile partecipare a due corsi dello stesso argomento al fine della maturazione dei crediti di formazione continua.

Per concludere, allo scopo di fornire maggiori delucidazioni, si riportano di seguito le materie caratterizzanti i dieci crediti formativi conseguibili per la formazione specifica:

1.     Gestione del rischio e controllo interno;

2.     Principi di revisione nazionali e internazionali previsti dalla direttiva 2006/43/CE, come modificata dalla direttiva 2014/56/UE;

3.     Disciplina della revisione legale;

4.     Deontologia professionale e indipendenza;

5.     Tecnica professionale della revisione.

 

 

 


Autore dell'articolo

Umberto Montesano

Dottore commercialista e revisore legale. Svolge l’attività in qualità di collaboratore di diversi Studi commerciali. Dal 2016 componente della Commissione Studi “Internazionalizzazione delle Imprese” presso l’UGDCEC di Roma, che si occupa di fornire attività di supporto tecnico ed operativo ai professionisti e di formulare documenti che siano di ausilio nell’attività professionale. Revisore legale con incarico in società di capitali con sede a Roma. Candidato al Parlamento nel “Movimento Italia nel Cuore”

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